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Sanità, la protesta dei fornitori ospedalieri: «niente risorse private per coprire il payback»

Comunicazione Istituzionale

Le imprese del settore delle forniture ospedaliere esprimono una netta indisponibilità a coprire il debito pubblico attraverso il meccanismo del payback sui dispositivi medici. Sveva Belviso, presidente di Fifo Sanità Confcommercio, esprime questa posizione in una nota ufficiale.

Secondo Belviso, il payback trae origine dallo scostamento profondo tra il fabbisogno sanitario reale della popolazione e i tetti di spesa che le autorità fissa a livello nazionale. Questo divario genera un nodo critico che investe l’intero sistema sanitario.

«Confermiamo l’indisponibilità delle imprese del settore a farsi carico del debito pubblico tramite il payback sui dispositivi medici – spiega Belviso -. Il payback nasce dallo scostamento tra il fabbisogno sanitario reale e i tetti di spesa fissati a livello nazionale ed è un problema che riguarda l’intero sistema».

La presidenza di Fifo Sanità richiede quindi un intervento urgente e risolutivo al governo. Belviso sollecita l’Esecutivo affinché individui una soluzione strutturale e duratura, capace di tutelare sia la sopravvivenza delle aziende fornitrici sia la tenuta complessiva del Servizio Sanitario Nazionale.

«Deve intervenire con una soluzione strutturale che non ricada né sulle imprese – continua Belviso -, né sulla tenuta del Servizio sanitario. Ribadiamo l’esigenza di un tavolo tecnico con l’Esecutivo per sapere quale soluzione ha intenzione di approntare».

Per questa ragione, la federazione ribadisce l’esigenza di avviare un tavolo tecnico con le istituzioni. Le imprese attendono di conoscere quali misure concrete le autorità intenderanno mettere in campo per superare l’attuale criticità.