Roma, 28 ottobre 2026 – «Il rinvio alla Corte di Giustizia dell’Unione europea rappresenta un passaggio importante per le imprese del settore e dà seguito alla prospettiva emersa nell’udienza del 24 settembre, che avevamo accolto con cauto ottimismo. I dubbi sulla compatibilità del payback con il diritto europeo approdano ora all’esame della Corte: un motivo in più perché il Governo affronti alla radice le criticità di questo sistema». Così Sveva Belviso, presidente di FIFO Sanità Confcommercio, commenta la pubblicazione dell’ ordinanza con cui il Consiglio di Stato ha disposto il rinvio alla CGUE nell’ambito degli appelli sul payback dei dispositivi medici relativo al periodo 2015-2018.
«FIFO ha sostenuto le ragioni delle imprese anche attraverso gli interventi ad adiuvandum nei giudizi. Il rinvio apre una fase rilevante di questo percorso: sarà la Corte a pronunciarsi sulle questioni sottoposte al suo esame. Nel frattempo, però, le aziende continuano a fare i conti con un’incertezza che condiziona la programmazione delle attività, gli investimenti e la possibilità di crescere».
«Il confronto sulla soluzione al payback deve proseguire senza attendere l’esito del giudizio europeo. Abbiamo più volte chiesto al Governo di riaprire il tavolo tecnico e costruire una risposta definitiva, che affronti gli oneri del passato e dia regole certe per il futuro. La tutela della spesa sanitaria deve andare di pari passo con quella delle imprese che ogni giorno garantiscono al Servizio sanitario nazionale dispositivi, tecnologie e continuità delle forniture. In questa direzione, alla luce degli interventi sul payback annunciati oggi dal vicepresidente Tajani, ci aspettiamo dalla manovra misure concrete che risolvano definitivamente la problematica del payback», conclude Belviso.



