Roma, 31 ottobre 2026 – «Per anni le imprese dei dispositivi medici si sono caricate sulle spalle il deficit della sanità pubblica con un senso di responsabilità persino eccessivo. Abbiamo pagato gli sforamenti di un tetto di spesa irrealistico, fiduciosi che la politica cancellasse una norma ingiusta. Non è successo».
«La legge di Bilancio fa l’esatto contrario: cristallizza il payback fino al 2031, fissa la prima scadenza a luglio 2027 e alza la barra della spesa di un misero decimale (dal 4,6% al 4,7%), a fronte di una spesa reale arrivata ormai al 6,5%. Senza neanche l’impegno di abolire il meccanismo per il futuro».
«La Consulta è stata chiara: il payback doveva essere un contributo di solidarietà temporaneo. La nostra domanda al Governo è semplice: quanto dura questo “temporaneo”? Perché così la tassa diventa strutturale. Non ci stiamo più. Non ci sarà alcuna nuova compartecipazione né tavolo di trattativa: inviteremo le nostre aziende a rialzare gli scudi e a impugnare tutto davanti al TAR».
«FIFO Sanità metterà in campo ogni risorsa per supportarle. Il Consiglio di Stato ha appena rinviato la questione alla Corte di Giustizia UE: i dubbi di illegittimità sono sollevati dalle massime magistrature, non solo da noi. Ci aspettiamo un correttivo immediato in Parlamento. Fino ad allora, la battaglia legale sarà totale». Lo dichiara Sveva Belviso, presidente di FIFO Sanità Confcommercio.



