La giustizia amministrativa segna un punto decisivo a favore delle aziende fornitrici di dispositivi medici. Mentre il dibattito politico sulla manovra di Bilancio riaccende i riflettori sul payback per il quinquennio 2019-2023, il Consiglio di Stato interviene con fermezza sulle annualità 2015-2018 per proteggere il tessuto produttivo del settore.
Con l’ordinanza n. 4658/2026, i giudici di Palazzo Spada fermano gli effetti dei decreti ministeriali generali e dei conseguenti provvedimenti regionali per tutte le imprese con un contenzioso pendente. La pronuncia congela in modo immediato ogni meccanismo di compensazione. Questo provvedimento segue la decisione dello scorso 28 ottobre, quando la magistratura amministrativa ha rinviato la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
La posizione del supremo organo di giustizia amministrativa conferma in pieno la linea che FIFO Sanità porta avanti a tutela del comparto. Da anni richieste economiche retroattive e insostenibili opprimono le piccole e medie imprese della sanità. Per questo motivo, la Federazione diffida formalmente le amministrazioni regionali dal proseguire qualsiasi azione di recupero o dal praticare trattenute dirette sui crediti delle aziende.
La tutela cautelare rappresenta un traguardo fondamentale ma non esaurisce la battaglia. La Presidente di FIFO Sanità, Sveva Belviso, richiama le istituzioni alle proprie responsabilità:
«La sospensione cautelare è un passo fondamentale, ma non basta. Ribadiamo con forza la necessità di una soluzione strutturale da parte del Governo e del Parlamento nella legge di Bilancio, per mettere in sicurezza le aziende e i posti di lavoro e garantire la continuità delle forniture essenziali per i nostri ospedali».
FIFO Sanità mantiene alta la guardia e prosegue le azioni di tutela su tutti i tavoli istituzionali, per difendere i diritti e il lavoro del settore sanitario.



